Dago.
Non sempre si può spiegare a parole perchè una cosa
ci piace, perchè ci appassiona o la sentiamo vicina. Dago è uno dei
personaggi dei fumetti che più mi piacciono e per parafrasare una nota
pubblicità:" Perchè ? Non so perchè! Sono fatti miei". Dago ha un
magnetismo e una forza che non mi consentono di perdere un numero
della sua serie. Innanzitutto, per chi non lo sapesse, Dago è un
rinnegato Veneziano il cui nome è Cesare Renzi. Grazie al tradimento
di un suo amico, che l'ha pugnalato alle spalle la sua vita da nobile
spensierato, si è tramutata nell'inferno dello schiavo. La sua voglia
di vendetta gli ha impedito di morire, anche quando la logica
pretendeva il contrario e da schiavo è diventato un
Giannizzero. Oggi Dago gira per il mondo della sua epoca, trattando
da pari a pari re e potenti che lo lasciano vivere per la sua capacità
di affrontare ogni missione che gli viene affidata, anche la più
difficile. Dago ha un modo tutto suo di pagarsi per i servigi che
rende e l'oro o i soldi non sono mai un movente capace di trascinarlo
in una impresa. Dago è stato creato per essere una mini serie di
pochi numeri, il successo riscontrato ha fatto si che sopravvivesse
anche nei fumetti. I personaggi che ruotano intorno alla sua figura
sono Francesco I Re di Francia che lo teme ma che non può fare a meno
dei suoi servigi. Margherita D'Agoulemme, sorella di Francesco che lo
ama alla follia anche se seguendo la ragione di stato si sposa
nell'interesse della Francia e mai nell'interesse proprio. Dago è
incapace di amare, la vita gli ha strappato il cuore dal petto, eppure
per Margherita sente qualcosa anche se non la confessa neanche a se
stesso. Barbarossa il Beilerbey, un pirata feroce che lo rispetta e lo
teme e che è anche quello che gli ha ridato la liberta. Da conoscitore
di uomini Barbarossa si è reso conto del valore di Dago e lo ha
affrancato dalla schiavitù. Dago incontra nelle sue storie anche
personaggi storicamente esistiti: Leonardo Da Vinci, Michelangelo
Buonarotti, Benvenuto Cellini e tanti altri. Dago non combatte se
può evitarlo e non alza mai la voce, ma il suo carattere deciso non
gli consente di lasciare impunito un soppruso che si compie davanti ai
suoi occhi anche quando sembra che i suoi occhi vi passino sopra senza
vederlo. E capace di affrontare missioni pericolosissime solo per
chiedere come compenso la libertà di uno schiavo che sembrava non
avere neanche visto. La prima parte delle storie di Dago
raccontano della sua vita da schiavo e di come grazie al suo ingegno e
alla sua fredda determinazione riesce a soppraviverle. Dopo che il
Barbarossa, a cui salva la vita lo libera dalla schiavitù inizia la
sua vita da Giannizzero e in questa fase si delinea il suo
personaggio, Dago divverrà presto il Giannizzero Nero quando dopo la
morte della sua adorata Roma deciderà in, segno di lutto di vestirsi
di nero. Le sue storie continuano con il ritorno in Europa dove come
emissario di Barbarossa incontrera re e principi. La serie a lui
dedicata si trova in una situazione cronologica successiva dove Dago
gira per il mondo come una belva, solo, prendendo l'amore da chi
glielo offre senza mai darne in cambio, affrontando con noncuranza
pericoli terribili, conscio della propria forza ma incapace di
abusarne senza motivo. Dago esige il rispetto di tutti coloro che
giudica degni di rispetto. E capace di offendere a morte un nobile che
lo sfida semplicemente ignorandolo, o di prendere per la collottola un
nano apparentemente indifeso, ma di cui lui capisce il valore e che
non accetta di trattare come un inferiore solo per la sua
malformazione fisica. A pensarci bene questo è straordinario,
quale modo migliore di dare considerazione a una persona che renderla
degna di essere affrontata da pari a pari, quando altri per mancanza
di rispetto la dileggiano o non la prendono in considerazione.
Dago è temuto dai vigliacchi e apprezzato dai coraggiosi, sa
vedere il buono che c'è in tutti e capisce quando la dissoluzione
della vigliaccheria ha marchiato indelebilemnte l'animo di un uomo,
rovinandolo . Dago è severo e silenzioso, freddo e risoluto, audace
ma mai avventato, dovendo trovare delle similitudini con altri
personaggi lo vedo somigliare al Conte di Ventimiglia il Corsaro Nero
e per certi versi della sua caratterizzazione a Nippur di
Lagash. Chi non ha mai letto un albo di Dago dovrebbe farlo sono
sicuro che l'esperienza non lo lascerà indifferente. P.S. Non
becco una lira dalla casa editrice di Dago che in Italia è la Eura
editoriale s.p.a editrice anche di Skorpio e Lanciostory.
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